Sentimental Value

È difficile parlare di un film potente come Sentimental Value. 

Per comprenderlo davvero bisogna aver provato almeno una volta cosa significa amare un genitore che ti ha deluso, custodendo quel sentimento nel punto più profondo per non cedere all’illusione ogni volta che riappare.

Il film attraversa con grande delicatezza quel territorio fragile dove convivono rabbia, bisogno e difesa. 

Ci si convince che senza quella presenza si stia meglio, che sia l’altro a perdere la parte più bella, a perdere noi. 

Eppure quel legame continua a vivere, sotterraneo, irrisolto.

La narrazione procede per frammenti più che per una vera trama lineare: scatti d’ira, attacchi di panico, silenzi carichi di significato, sguardi che raccontano la complessità della fratellanza.

 

Non serve molto altro, perché il cuore del film è universale: l’incompiutezza di certi rapporti familiari e il tentativo, spesso faticoso, che tutti compiamo per sopravvivere alla nostra infanzia.

Qui il dramma personale diventa arte.

Le ferite vengono trasformate in rappresentazione, quasi a suggerire che la parte più bella e fragile di noi sia spesso affidata alla finzione, al desiderio di stupire gli altri per potersi sentire, almeno per un momento, degni d’amore.

Gli attori sono straordinari. I loro volti, gli occhi liquidi, raccontano ciò che le parole non riescono a dire. 

I personaggi appaiono impacciati nelle relazioni più intime, nascosti dietro il successo, la maternità, le nevrosi, l’alcol, la paura della solitudine.

E proprio per questo risultano profondamente veri.

Il regista lavora molto sulla sottrazione. I dialoghi sono ridotti all’essenziale e la macchina da presa insiste sui volti, sugli occhi, su micro-espressioni che sostituiscono la parola. 

La costruzione delle scene privilegia la tensione interna ai personaggi più che l’azione, creando un ritmo fatto di pause e sospensioni che amplifica il senso di irrisolto.

Sentimental Value è un film che evita soluzioni narrative consolatorie e sceglie di restare nella complessità delle relazioni irrisolte, restituendo un ritratto lucido e umano della fragilità familiare.

Prendetevi del tempo e andate a vederlo!

 

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