Povere Creature!

Chi sono le creature a cui si riferisce il titolo e sono davvero poca cosa?

Appena inizia la pellicola ci si sente catapultati in un universo parallelo in cui niente sembra reale, tutto appare discordante, iperbolico nella sua narrazione dell’assurdo. 

Le inquadrature sono continuamente distorte da una sorta di lente “fish eye” che fa fluttuare i personaggi, le ambientazioni, gli abiti, improbabili e meravigliosi. 

Un’esasperazione surreale a cui, dopo qualche minuto, l’occhio dello spettatore si abitua, assumendola come tratto distintivo e necessario, che costituisce solo la cornice, non l’essenza dell’opera.

Sullo sfondo di questa cornice, solo all’apparenza ridondante, svetta come un meraviglioso assolo, la figura di Bella, protagonista incantevole di questa favola sbilenca. 

Un personaggio disturbante ma che è l’unico nella pellicola ad avere una vera e propria evoluzione, in un climax ascendente che la porta a diventare una persona completa. 

Tutti gli altri si perdono, come  oggetti di plastica accanto ad una fonte di calore, cambiano forma e puzzano, di insicurezza, di narcisismo, di patriarcato, di non amore.

Questa è la storia di un’iniziazione, la storia di un’emancipazione, niente che non possa adattarsi agevolmente a questi tempi, ma che nell’Europa dei primi novecento assume un contorno ancora più potente. 

Yorgos Lanthimos ha creato ancora una volta un’opera corale, una sorta di bestiario dell’umanità dove non manca nessuno, dal cinico al disilluso, dall’impiccione all’edonista, senza escludere alcun topos letterario. 

Uno straordinario racconto visivo che scimmiotta un’epoca sconvolgendo i suoi punti di riferimento, ci presenta città incoerenti e senza tempo, ci cambia continuamente gli scenari, e mentre lo fa noi incredibilmente recuperiamo il senso dell’orientamento e ci lasciamo andare, all’esilarante ironia che sottende ogni immagine, al rovesciamento dei ruoli, all’irriverenza della classica commedia greca a cui  non può mancare il suo “deus ex machina”.

Da vedere assolutamente.

   

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